lunedì 5 ottobre 2009
Presidente siamo con te
domenica 4 ottobre 2009
Obama vattene
lunedì 28 settembre 2009
E continuate a votare
giovedì 24 settembre 2009
mercoledì 16 settembre 2009
mercoledì 19 agosto 2009
Perché nessuno ha fermato quel Rava?

domenica 26 luglio 2009
L'orrore
lunedì 20 luglio 2009
I professionisti dell'antimafia

lunedì 29 giugno 2009
domenica 28 giugno 2009
sabato 20 giugno 2009
Viva Abberlusconi
Da stampare e conservare
giovedì 11 giugno 2009
mercoledì 10 giugno 2009
PDL transnazionale
venerdì 5 giugno 2009
Francescreen

venerdì 8 maggio 2009
Ciao Budget, prete "contro"
Appunti di viaggio
mercoledì 6 maggio 2009
Mobilitiamoci su Facebook

venerdì 6 marzo 2009
venerdì 30 gennaio 2009
Una lezione di libertà
mercoledì 28 gennaio 2009
Craxi e De Andrè: due vite parallele
[Originariamente pubblicato su Giornalettismo il 5 - 1 - 2009]
Una grazie a Pigi Diaco.
venerdì 16 gennaio 2009
giovedì 15 gennaio 2009
Le notti bianche
Cucù, la camorra non c'è più
lunedì 5 gennaio 2009
Il bandito e il poeta

domenica 4 gennaio 2009
Lacci e lacciuoli
mercoledì 24 dicembre 2008
Buoni?
lunedì 22 dicembre 2008
Grazie, Raimondo
domenica 21 dicembre 2008
Arte liberista

venerdì 19 dicembre 2008
Premio Dardos

mercoledì 17 dicembre 2008
Questione morale
Sinistri monologhi
C'è un personaggio capace d'incarnare da solo la crisi dello sgangheratissimo popolo della sinistra organizzata, quella che ormai non sa più a cosa aggrapparsi per restare a galla. "Walter Veltroni? Renato Curcio? Rick Astley? Gino Strada?" direte voi. No, ragazzi, avete sbagliato. Si chiama Paolini. Se il nome non vi dice nulla provate a pensare a quell'esagitato che cerca visibilità aggredendo alle spalle gli inviati dei telegiornali moderati: col parruccone nero in testa e un cartello pieno di sconcezze in mano (insulti e accuse - perlopiù irriferibili - a personalità quasi sempre meritevoli di stima) riesce spesso a raggiungere i microfoni e ottenere quello spazio che gli è riconosciuto solo nella statalmente assistita TeleKabul – intoccabile cattedrale allo spreco di danaro pubblico benedetta da sindacati e poteri forti.
In quel tempio dedicato alla noia i suoi show possono durare anche delle ore. Senza contradditorio alcuno, come è nella tradizione staliniana. Veri e propri monologhi che diventano l'occasione per fare a pezzi i fiori all'occhiello del nostro paese. Ecco la tragedia del Vajont trasformarsi in un pretesto per demonizzare in un colpo solo quelle grandi opere che tanto servono al nostro sistema e il laborioso popolo del nord-est - irriso da Paolini con un improvvisato quanto approssimativo accento veneto. In un altro se la prende con la nostra compagnia di bandiera alludendo ai soliti complotti massonico-pluto-giudaici (avallati dai perfidi Stati Uniti d'America pre-Obama, of course). La solita storia trita e ritrita, insomma. C'è ancora qualcuno che desidera sapere cosa sia successo a Ustica il 27 giugno 1980? La risposta è: no. Chi deve far funzionare la locomotiva Italia non ha tempo di voltarsi indietro - per scoprire cosa, poi? Parolaio irriducibile, professionista del nulla; Paolini canta il mito dell'operaio buono, le eroiche gesta del Sergente bolscevico che sconfigge i cattivissimi fascisti tra le nevi ucraine e quel mito dell'Italia che non c'è più (per fortuna, aggiungiamo noi) che è il core business del PD-DS-PDS-PCI: ma lo spazio garantitogli dalle camarille del teatro più irregimentato evidentemente non gli basta, così lo vediamo sulle reti libere lanciare anticoncezionali e inneggiare alla sessualità sfrenata da perfetto reduce sessantottino, impedendo il lavoro di qualche povero corrispondente Rai o Mediaset troppo intimidito per rispondergli come fece dieci anni or sono il compianto Paolo Lotar Frajese a Parigi: con un calcio simile a quelli che alle ultime elezioni gli italiani hanno dato alla partitocrazia che ha sempre protetto questi guitti dalla protesta facile, cancellando definitivamente la sinistra dal Parlamento e dalla Storia. E ora a lavorare!
[Originariamente pubblicato su Giornalettismo il 1 - 12 - 2008]domenica 14 dicembre 2008
Anagrafe Facebook
Sondaggi
mercoledì 10 dicembre 2008
martedì 9 dicembre 2008
Dove eravamo rimasti?

lunedì 1 dicembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
Professionisti della democrazia
I professionisti della bontà hanno usato la genetica, con Gigi Cavalli-Sforza (Geni, popoli e lingue, Adelphi, Milano 1996), per spiegarci che il razzismo non ha ragione d'essere giacché la razza umana è una sola. Prima ancora ci avevano insegnato a diffidare di quel talento nazionale che fu Cesare Lombroso, criminologo scomodo e controcorrente. Ma alla predica non corrispondono sempre le azioni, e ogni regola ha la sua eccezione: la colpa mafiosa, guarda un po', è invece scritta nel dna e si tramanda di padre in figlio. E non venga in mente all'accusato di difendersi con "la parola, lo scritto e ogni altro mezzo", per lui lo sputtanatissimo articolo 21 - sì quello che dà il nome a molto progressiste associazioni e in nome del quale spesso si difendono i privilegi della solita compagnia di giro – non ha alcuna validità.
La venerazione del sacro totem costituzionale si è interrotta in occasione della dignitosissima lettera spedita da Vincenzo Santapaola al quotidiano La Sicilia, pubblicata giovedì 9 ottobre a pag. 37. Enzuccio, figlio del più celebre Nitto, è stato arrestato l'ultima volta il 3 dicembre 2007 durante l'operazione Plutone ad opera della Dia, che rastrellò una settantina di molto presunti mafiosi accusati di associazione mafiosa, estorsioni, rapine e traffico di sostanze stupefacenti (e chi più ne ha più ne metta – verrebbe quasi da commentare); ma era dal '92 che la cosidetta giustizia gli teneva il fiato sul collo, riuscendo spesso a portarlo dietro le sbarre.
Per fortuna, se non un giudice a Berlino, c'è almeno un giornale a Catania. Iddio ci conservi l'illuminato Mario Ciancio Sanfilippo, editore e direttore de La Sicilia, già organo del Partito liberale siciliano, inno al garantismo di scuola meridionale, quello per cui il momento magico, quasi religioso, della giustizia è l'assoluzione, non il tintinnio delle manette. In quell'oasi di libertà Santapaola ha potuto esprimere la propria rabbia, con il giusto rilievo tipografico, senza tagli né inutili commenti a orpellare l'urlo. "Mi trovo indagato perché nel corso di alcuni colloqui, intercettati nel carcere di Catania, un detenuto parla di un tale «Enzuccio» (che l'Autorità giudiziaria ha ritenuto essere la mia persona) e raccomanda a un congiunto di prendere contatto con lui (incidentalmente osservo che, anche a concedere che i due parlino di me, tale incontro, come provato in atti, non è mai avvenuto)".[…]"Ebbene, purtroppo debbo constatare che il nome che porto è per me (come per mio fratello Francesco) una continua fonte di guai, a causa di persone, che, anche senza conoscermi, anzi nella quasi totalità senza conoscermi, usano e abusano del mio nome e di quello della mia famiglia. E ciò avviene quotidianamente in questa città, che non riesce a dimenticare pagine di cronaca e di storia ormai lontane e chiuse".
Apriti Cielo (d'Alcamo). Repubblica che si scandalizza. Professionisti dell'antimafia che sollecitano un'indagine per capire come un detenuto al 41 bis possa mandare lettere a giornali. E Gramsci che si rivolta nella tomba: si sforzino almeno di cambiare il nome dei loro gruppetti antropologicamente superiori se arrestare la marea giustizialista che ha inondato la sinistra da qualche anno gli risulta tanto difficile. É lecito chiedersi dove sarebbero andati a finire i Quaderni dal carcere con i manettari della sinistra pacifinta al potere. Tutto ciò in attesa di un referendum con marchio grillino che garantisca l'esercizio della libertà di parola solo ad anchorman moralisti con programmi sul secondo o terzo canale Rai, guitti finanziati col denaro pubblico per aizzare la plebe contro il nemico di turno o blogger miliardari.
[Originariamente pubblicato su Giornalettismo il 5 - 11 - 2008]
giovedì 27 novembre 2008
C'è un giudice a Como?
mercoledì 5 novembre 2008
Bavaglio democratico
sabato 1 novembre 2008
giovedì 30 ottobre 2008
mercoledì 29 ottobre 2008
lunedì 27 ottobre 2008
"No politica"

Meglio così. Dai tempi di Vittorio Pozzo (allenatore della nazionale di Beppe Meazza detto il Balilla, che vinse in casa nel '34 e in Francia, sotto i fischi degli antitaliani, quattro anni dopo) a quelli di Marcello Lippi la ricetta per vincere i mondiali resta uguale: tanto duro lavoro e pochi spettacoli. E allora sì che i risultati arrivano. PO POPO PO PO POOOOO!
[Originariamente pubblicato su Giornalettismo il 21-10-2008]
mercoledì 22 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
"No politica"
lunedì 20 ottobre 2008
Polito is the new Saviano

sabato 18 ottobre 2008
L'arte di arrangiarsi
venerdì 17 ottobre 2008
Épater les bobos
mercoledì 15 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Una modesta proposta
lunedì 13 ottobre 2008
Ci sarà un giudice a Berlino?

sabato 11 ottobre 2008
Ciao Jörg

venerdì 10 ottobre 2008
A cercar la bella morte
giovedì 9 ottobre 2008
Vol à la portière
martedì 7 ottobre 2008
venerdì 3 ottobre 2008
Il matrimonio di Lorna
mercoledì 1 ottobre 2008
La solitudine del Riformista

lunedì 29 settembre 2008
Starve the cat

venerdì 26 settembre 2008
giovedì 25 settembre 2008
I professionisti dell'anticamorra

mercoledì 24 settembre 2008
Non siamo mica in Combonia

Un eroe borghese
